Diritti negati/Documenti

El Salvador: 2 omicidi l’ora. Serve intervento umanitario.

Da qualche giorno il piccolo Stato de El Salvador è di nuovo presente sulle pagine dei giornali perché ha raggiunto un nuovo primato: ad oggi è il Paese più violento al mondo con un tasso di omicidi altissimo (91 ogni 100.000 abitanti), e numeri di morti assassinati giornalieri mai riscontrati prima. Già due settimane fa la situazione era tragica, come ha ben riassunto la brava Lucia Capuzzi in questo breve articolo, ma continua a peggiorare e giovedì scorso si è toccato il picco massimo di 52 omicidi in un giorno, più di due all’ora. Non era mai successo, nemmeno durante la sanguinosa guerra civile tra il 1980 e il 1992.

rutadelmigrante_ph_toniarnau_26La violenza di El Salvador, come dei suoi vicini Honduras e Guatemala, non è nuova per noi di Soleterre. Dal 2007 lavoriamo nel Paese e vi abbiamo raccontato sulle pagine di SinNombre perché tanti salvadoregni lasciano il Paese. Per la povertà, la mancanza di opportunità, ma soprattutto per la violenza. Quotidiana, diffusa, ineludibile.

Il titolo del report di luglio dell’associazione Refugees International rappresenta bene la realtà in cui si trovano oggi i salvadoregni in partenza: partire o restare, in entrambi i casi è un atto di suicidio.

Nei primi sei mesi dell’anno in El Salvador sono state assassinate 3.000 persone e centinaia di migliaia hanno subito estorsioni, minacce di morte, reclutamento forzato, stupro e violenze da parte delle due maggiori bande violente presenti nel Paese, la Mara Salvatrucha e la 18.

Lo Stato da molto tempo non è in grado di proteggere i propri cittadini da questa ondata di violenza e quindi ai salvadoregni non rimane molta scelta: ogni anno migliaia di uomini, donne e sempre più minori non accompagnati, partono per un viaggio incerto che spesso riserva loro le stesse violenze e gli stessi pericoli da cui cercano di fuggire.

Attraversando il Guatemala e il Messico per cercare di arrivare negli Stati Uniti, si trovano alla mercé dei narcos che li derubano dei pochi averi, li rapiscono, li violentano, li obbligano a lavorare come spalloni per il trasporto della droga e delle armi o nel mercato sesso. Moltissimi di loro perdono la vita.

Soleterre si unisce alle associazioni che stanno chiedendo un intervento umanitario per gli sfollati, perché possano veder tutelati i propri diritti di base, non solo quello alla vita e all’integrità fisica, ma anche quello alla salute, alle cure mediche e per i bambini in particolare, all’educazione.

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